Oggi 4 Luglio si celebra la Giornata Internazionale delle Cooperative, istituita dalle Nazioni Unite per riconoscere il contributo del settore allo sviluppo economico e sociale. Dietro la ricorrenza c’è un’idea che riguarda da vicino ogni imprenditore anche oltre il perimetro delle cooperative: l’impresa può essere, allo stesso tempo, economicamente solida e generatrice di valore per le persone e per il territorio in cui opera.
È un messaggio che oggi non è più una questione di sensibilità individuale ma un fattore competitivo concreto. Vale la pena soffermarcisi.
Esistono forme economiche orientate all’impatto
Le cooperative nascono attorno a un principio semplice: l’attività economica serve a soddisfare i bisogni dei soci e della comunità, non soltanto a remunerare il capitale. È la dimostrazione, ormai più che secolare, che un’impresa può misurare il proprio successo anche in termini di impatto sociale e ambientale, senza per questo rinunciare alla sostenibilità economica.
Quello che un tempo era il tratto distintivo di un modello specifico è diventato, oggi, un’aspettativa diffusa verso tutte le imprese. Banche, investitori, clienti corporate e pubbliche amministrazioni chiedono sempre più spesso di conoscere non solo i numeri di bilancio, ma anche il modo in cui un’azienda gestisce le proprie persone, le risorse ambientali e i rapporti con la filiera. Orientare l’impresa all’impatto, in altre parole, non è più un’opzione “etica” ma un linguaggio che il mercato si aspetta di sentir parlare.
Il punto è che l’impatto, per contare, va misurato e comunicato. Ed è qui che entra in gioco la rendicontazione di sostenibilità
Collaborare con il territorio
Nessuna impresa esiste isolata. Fornitori, dipendenti, clienti, istituzioni locali e comunità formano l’ecosistema in cui l’azienda crea, o disperde, valore. Le cooperative lo sanno per vocazione: il legame con il territorio è parte costitutiva della loro identità. Ma la stessa logica si applica a qualsiasi PMI che voglia costruire relazioni durature e una reputazione solida.
Questo radicamento territoriale ha, in Italia, un presidio storico e concreto: le ASCOM, le Associazioni del Commercio, del Turismo e dei Servizi che fanno parte della rete Confcommercio. Nate dallo stesso principio associativo e mutualistico che ispira il movimento cooperativo, le ASCOM uniscono le imprese di un territorio per rappresentarle presso le istituzioni e per offrire loro rappresentanza sindacale, formazione, consulenza fiscale e legale, convenzioni e servizi. Sono, di fatto, il punto di riferimento quotidiano di migliaia di piccole e medie imprese del commercio e del terziario, il luogo in cui il legame tra impresa e comunità prende forma.
Rendicontare la dimensione sociale della propria attività, ovvero l’attenzione alle persone, le pari opportunità, la qualità dei rapporti di filiera e il radicamento locale significa rendere visibile e credibile questo legame. Non è un esercizio di immagine: è il modo in cui un’impresa dimostra, dati alla mano, di essere un interlocutore affidabile per chi le sta intorno.
Adottare logiche di valore condiviso
Il concetto di valore condiviso descrive le strategie in cui il vantaggio dell’impresa e quello della collettività crescono insieme, anziché in concorrenza. È l’evoluzione naturale del pensiero cooperativo applicata a qualunque modello d’impresa: ridurre gli sprechi, valorizzare il capitale umano insieme alla gestione responsabile della catena di fornitura sono scelte che migliorano al tempo stesso i conti aziendali e l’impatto esterno.
Per passare dalle buone intenzioni a una strategia strutturata serve uno strumento. La rendicontazione ambientale, sociale e di governance è precisamente questo: un metodo per identificare rischi e opportunità, fissare obiettivi e dimostrare i risultati in modo verificabile.
Dal valore alla rendicontazione: il Report ESG
Per le piccole e medie imprese non quotate, il punto di ingresso più equilibrato a questo percorso è il Report ESG redatto secondo i VSME Standard (Voluntary Sustainability Reporting Standard for non-listed SMEs), sviluppati dall’EFRAG, l’organismo tecnico europeo di riferimento in materia di principi di rendicontazione.
È uno strumento pensato per offrire grande impatto a costo contenuto, con un livello di complessità nettamente inferiore rispetto a un Bilancio di Sostenibilità completo. Il processo analizza le tematiche ambientali, sociali e di governance nella duplice prospettiva dell’impatto e della rilevanza finanziaria, individua le politiche e le iniziative in atto e si traduce in un documento chiaro da presentare agli stakeholder.
I vantaggi per l’imprenditore sono concreti e molteplici. Verso l’interno dell’azienda permette una maggiore comprensione dei rischi e delle opportunità e una migliore strategia di gestione nel medio-lungo termine. Verso l’esterno si concentra invece sull’assolvimento degli obblighi informativi verso banche e investitori, il miglioramento della reputazione aziendale e un punteggio premiale nelle gare d’appalto. Il report da noi redatto è disponibile in due diverse modalità a seconda dell’approfondimento necessario. Un modulo base, target di rendicontazione per le microimprese e requisito minimo per le PMI, e un modulo completo che risponde alle richieste più articolate di banche, investitori e clienti corporate.
Accanto al Report ESG, il percorso verso un modello d’impresa più sostenibile può essere rafforzato dalla Certificazione S.E.A. (Sostenibilità dell’Equilibrio Aziendale), esclusiva Noverim, che integra la prospettiva ESG nella valutazione complessiva dell’equilibrio aziendale, e dalla Certificazione della Parità di Genere (UNI/PdR 125:2022), che presidia in modo specifico la dimensione sociale e dell’inclusione, con benefici contributivi e premialità nelle gare pubbliche.
Vicini alle imprese: la collaborazione con le ASCOM
Proprio perché la sostenibilità cresce dove il legame con il territorio è più forte, Noverim ha scelto di lavorare a fianco delle ASCOM. Attraverso accordi di collaborazione con le associazioni territoriali di Confcommercio, i nostri Smart Manager sono disponibili direttamente attraverso le sedi associative per offrire agli imprenditori consulenza specialistica in materia di Report ESG e Bilancio di Sostenibilità, Certificazione della Parità di Genere, adeguati assetti e monitoraggio aziendale, finanza strutturata, Patent Box e privacy.
Il modello è semplice quanto efficace: l’associazione di categoria mette la propria vicinanza e la conoscenza del tessuto imprenditoriale locale e Noverim apporta competenze specialistiche di rilievo. Per l’imprenditore significa trovare, nello stesso luogo in cui già gestisce molte esigenze della propria attività, un accesso immediato agli strumenti della sostenibilità d’impresa, senza dover ricostruire da zero relazioni e fiducia. È così che una collaborazione come quella avviata con le Ascom locali si traduce, per le imprese del territorio, in un percorso di crescita sostenibile realmente alla portata.
Il ruolo di Noverim
Tradurre i valori in un sistema di rendicontazione solido richiede competenze trasversali: fiscali, tecniche e documentali che lavorano in modo integrato. Noverim affianca l’impresa lungo tutto il percorso: dall’analisi preliminare alla raccolta dei dati, dalla redazione del report fino alla presentazione agli stakeholder interni ed esterni con l’obiettivo di costruire una rendicontazione completa, coerente e conforme alla normativa vigente.
La Giornata Internazionale delle Cooperative ci ricorda che fare impresa in modo sostenibile non è un’utopia, ma un modello concreto e replicabile. Anche la tua azienda può iniziare a misurare e raccontare il proprio impatto, trasformando la sostenibilità in un vantaggio competitivo reale.
Vuoi capire da dove partire? Contattaci col modulo qui sotto per una consulenza dedicata e scopri come il Report ESG può valorizzare la tua impresa.